SBIRROMAFIA 2

08.03.2024

Più complicato del previsto, ammetto. Poi, tanti imprevisti. Attacchi mediatici poi rivelatisi "equivoci", udienze per processi artatamente concepiti. Insomma, hanno fatto di tutto per disturbare serenità e concentrazione. Gente del sistema ha contribuito in questa opera di contrasto. Di buono c'è che dal processo a Montante sono emerse conferme importanti. Per la prima volta, in aula, "caso Montante" e "caso Emmanuello" entrano in contatto. Il ministro Musumeci mette in risalto l'importanza mediatica e propagandistica del licenziamento della signora Emmanuello da impiegata comunale da parte del sindaco Crocetta. Veniva definito un target ed era nelle cose l'epilogo, il successivo atto, la cattura o l'eliminazione del boss. A conferma di quanto interesse avesse Montante, fulcro dell'operazione, che seguì il blitz di polizia prima, durante e dopo. Procuratore, comandanti dell'agguato, sindaco, magistrato ... Montante in quelle settimane incontra tutti i protagonisti del blitz, il promotore, gli esecutori, l'inquirente. Relazioni strette, che Montante onora con raccomandazioni a loro congiunti, con incarichi politici, con sostegno elettorale. E poi, cosa nostra, l'amico Arnone, colonnello di Madonia, il mandamento che doveva risolvere il proprio conflitto interno tra Emmanuello e Rinzivillo. Se il primo Sbirromafia teorizzava, Sbirromafia 2 aggiunge prove e indizi. Espone l'evidenza che si vorrebbe oscurata. Ma la verità è un dovere di uomo, prima ancora che di scrittore. Mi scuso con chi ha atteso tanto, confidandogli anche che non è stato facile, perché si tratta anche di consapevolezza e coraggio. Di intervenire laddove i professionisti dell'informazione si tengono prudentemente alla larga. Comunque vada, non sarò tra le ultime categorie della classificazione umana di Sciascia, nel suo romanzo "Il giorno della civetta". Dio ci ricambi della nostra purezza intellettuale e ci disseti di verità. Grazie.