
Riciclaggio dei fascicoli, ovvero quando allo Stato vengono meno gli argomenti
Riciclaggio dei fascicoli: quando allo Stato vengono meno gli argomenti
Nuovi video, vecchie prove: un confronto VERHO identifica una sovrapposizione dell'89,6% tra il nucleo fattuale e probatorio storico del procedimento del 2021 e il nuovo procedimento
Un procedimento penale può essere realmente definito "nuovo" quando la maggior parte del suo fondamento fattuale e probatorio è già stata esaminata in un procedimento precedente?
Questa domanda è al centro della nostra più recente analisi VERHO.
Abbiamo confrontato il fascicolo conclusosi con un'assoluzione nel 2021 con il materiale contenuto nel nuovo procedimento. Il complesso Fischbach è stato escluso integralmente. La presente analisi riguarda esclusivamente la linea degli eventi di Hallein.
Il risultato è notevole:
La sovrapposizione ponderata tra il nucleo fattuale e probatorio storico dei due procedimenti ammonta all'89,6%, arrotondato al 90%.
Questo risultato non significa automaticamente che ogni nuovo atto processuale sia giuridicamente inammissibile.
Dimostra tuttavia che ampie parti del nuovo procedimento si fondano su una base storica che era già conosciuta, investigata e valutata da un tribunale.
La domanda decisiva non è quindi semplicemente:
I video sono nuovi?
La vera domanda è:
Quei video contengono prove realmente nuove oppure presentano prevalentemente vecchie prove attraverso un nuovo supporto e in una data successiva?
Che cos'è VERHO?
VERHO è un sistema analitico e di validazione fondato sui documenti.
Non si limita a confrontare singole frasi, nomi di file o date di pubblicazione.
Esamina invece diversi livelli separati:
il nucleo fattuale storico;
l'origine delle prove;
il contenuto delle dichiarazioni;
le persone coinvolte e i rispettivi ruoli;
il meccanismo attraverso il quale le prove vengono riutilizzate;
il momento e la forma della pubblicazione.
In questo modo è possibile distinguere il materiale realmente nuovo dal materiale che appare soltanto in una nuova forma tecnica o comunicativa.
Un nuovo video è senza dubbio un nuovo file.
Una data di pubblicazione successiva costituisce un nuovo evento.
Una piattaforma diversa può creare un nuovo pubblico, una nuova portata e nuovi destinatari.
Ma nessuno di questi elementi rende automaticamente nuove anche le prove contenute nella pubblicazione.
Un nuovo supporto probatorio non crea una nuova origine della prova.
Il risultato principale: sovrapposizione dell'89,6%
La matrice VERHO valuta cinque assi principali:
[INSERIRE QUI LA GRAFICA: 01_verho_90_percento_nucleo_probatorio.png]
Il valore dell'89,6% non è quindi un'impressione soggettiva.
È la somma ponderata di cinque assi di confronto esaminati separatamente:
Poiché il nuovo fascicolo presenta lacune tecniche e alcuni allegati non possono essere ricostruiti in modo continuativo, utilizziamo anche un prudente intervallo operativo compreso tra l'87% e il 93%.
Anche al limite inferiore di questo intervallo, la conclusione resta chiara:
La maggior parte del fondamento probatorio storico non è nuova.
Sette oggetti su otto contengono un nucleo preesistente
Oltre al calcolo ponderato, sono stati esaminati singolarmente otto oggetti centrali di confronto:
il complesso Hallein;
l'1,2-dicloroetano;
le misurazioni e i metodi analitici;
le fotografie dei contenitori;
il video del 22 luglio 2020;
i ruoli di Holzknecht e Pawlik;
l'assoluzione e lo stato delle conoscenze dell'epoca;
le nuove registrazioni, i nuovi destinatari e i nuovi atti di comunicazione.
Sette di questi otto oggetti presentano un nucleo identico o storicamente continuativo.
Ciò corrisponde all'87,5% degli oggetti centrali di confronto.
Soltanto l'ottava area contiene una quantità più consistente di elementi effettivamente nuovi.
Questi elementi riguardano principalmente:
date di pubblicazione successive;
nuovi destinatari;
una diversa portata pubblica;
singoli nuovi atti di comunicazione.
Questa distinzione è fondamentale.
Le novità riguardano principalmente il supporto, il momento, il pubblico, la portata e il canale di comunicazione.
L'origine storica di gran parte delle prove e di numerose dichiarazioni rimane invece invariata.
Perché il momento della pubblicazione è importante
Le nuove pubblicazioni sono apparse dopo la sentenza del 2021.
Questa cronologia deve essere presa seriamente in considerazione.
Un video pubblicato dopo un'assoluzione può costituire un nuovo atto di pubblicazione. Nessuno contesta che una pubblicazione successiva rappresenti cronologicamente un nuovo evento.
La data della pubblicazione non risponde però alla domanda se siano nuove anche le prove storiche utilizzate nella pubblicazione.
Se un video successivo utilizza:
le stesse fotografie;
le stesse misurazioni;
le stesse sostanze chimiche;
gli stessi eventi storici;
oppure gli stessi documenti già conosciuti;
l'origine di quel materiale non cambia.
È proprio in questo punto che il nuovo fascicolo sembra confondere una distinzione essenziale.
Nuovi file vengono trattati come nuovo materiale processuale, sebbene contengano in misura sostanziale prove che facevano già parte del procedimento originario.
Una nuova data di caricamento dimostra quando un file è stato pubblicato.
Non dimostra quando si sono verificati i fatti sottostanti, quando le prove sono divenute note per la prima volta o se siano già state esaminate giudizialmente.
Una sovrapposizione del 90% non equivale al ne bis in idem
È necessario operare un'importante distinzione giuridica.
Il valore del 90% è un risultato analitico.
Risponde alla domanda:
In quale misura si sovrappongono il fondamento fattuale e probatorio del vecchio e del nuovo procedimento?
Il principio del ne bis in idem, cioè il divieto di essere nuovamente perseguiti o giudicati per il medesimo fatto, non opera attraverso percentuali.
Per ogni accusa storica definita con precisione, le domande giuridiche sono diverse:
Il nuovo procedimento riguarda gli stessi fatti già definitivamente giudicati?
Oppure riguarda un atto realmente distinto?
Non esiste una preclusione processuale del 70%, dell'80% o del 90%.
Per ogni singolo fatto, il risultato giuridico è essenzialmente binario:
La preclusione opera oppure non opera.
La nostra analisi distingue quindi due risultati separati:
90% descrive il grado di sovrapposizione analiticamente misurato tra i due fascicoli;
tre su tre si riferisce a tre accuse storiche precisamente delimitate che, secondo l'analisi documentale, erano già state esaminate nel procedimento del 2021 e si erano concluse con un'assoluzione.
Un nuovo video può costituire un nuovo atto di pubblicazione.
Ma se il nuovo procedimento persegue nuovamente uno dei fatti storici già definitivamente giudicati, la questione non riguarda più una somiglianza espressa in percentuale.
Le domande rilevanti diventano:
l'identità concreta dei fatti;
la portata della precedente decisione;
l'eventuale preclusione processuale derivante da quella decisione.
Una data di pubblicazione successiva non può, da sola, rispondere a queste domande.
Le domande alle quali la procura dovrebbe rispondere
La presente analisi non è una decisione giudiziaria.
Crea tuttavia un mandato di verifica chiaro e specifico.
Per ogni nuova accusa dovrebbero essere fornite risposte trasparenti alle seguenti domande.
1. Qual è esattamente il nuovo fatto?
È nuova soltanto la pubblicazione oppure il procedimento riguarda anche un evento storico realmente nuovo?
2. Quali prove sono realmente nuove?
La prova è stata appena creata o appena scoperta oppure si tratta soltanto di una vecchia prova che compare in un nuovo file?
3. La stessa accusa fattuale faceva parte del procedimento del 2021?
In caso affermativo, come fu valutata all'epoca e quale rilevanza assume l'assoluzione per il nuovo procedimento?
4. Quale verifica indipendente è stata effettuata?
Le accuse presentate sono state verificate autonomamente?
Sono stati presi in considerazione i materiali a discarico?
Sono state esaminate le contraddizioni tra il vecchio e il nuovo fascicolo?
5. L'atto di pubblicazione e l'origine delle prove sono stati correttamente separati?
Un caricamento successivo dimostra quando un file è stato pubblicato.
Non dimostra automaticamente l'esistenza di una nuova origine probatoria.
Fino a quando queste domande non saranno esaminate separatamente per ogni accusa e per ogni singolo elemento di prova, l'impressione di un ampio riciclaggio del fascicolo rimarrà inevitabile.
Confronto con i meccanismi europei VERHO-SLAPP
In uno studio separato, VERHO ha esaminato 120 casi di riferimento provenienti da 19 Stati europei.
Lo studio ha utilizzato quattro livelli di validazione e ha prodotto 252 pagine di documentazione di supporto.
L'analisi non valutava la qualità di un singolo sistema giuridico nazionale.
Esaminava invece i meccanismi processuali ricorrenti.
Il risultato della seconda matrice ha identificato un nucleo europeo comune del 95% nei meccanismi ricorrenti.
Un modello è comparso con particolare frequenza:
Il problema originariamente segnalato passa gradualmente in secondo piano, mentre l'attenzione istituzionale e giudiziaria si sposta sul segnalante, sulle sue dichiarazioni e sulle sue pubblicazioni.
I valori comparativi erano:
Austria come Stato di riferimento: 91%;
Germania rispetto all'Austria: 97%;
Svizzera rispetto all'Austria: 96%;
altri Stati esaminati rispetto all'Austria: 93%.
Questi valori non misurano la qualità dei singoli Stati.
Misurano la frequenza con cui determinati meccanismi processuali si ripetono.
È altrettanto importante comprendere che il 90% rilevato nel confronto concreto tra i fascicoli e il 95% identificato nell'analisi europea SLAPP non devono essere sommati né moltiplicati.
Misurano due oggetti diversi:
90%: sovrapposizione tra il fascicolo del 2021 e il nuovo procedimento;
95%: ricorrenza di determinati meccanismi processuali nei casi europei di riferimento.
La convergenza dei due risultati è tuttavia analiticamente significativa.
Il riutilizzo di un vecchio nucleo probatorio può produrre la stessa direzione processuale individuata da VERHO nella ricerca SLAPP:
Il problema originariamente segnalato perde visibilità, mentre il segnalante e le sue pubblicazioni diventano l'oggetto centrale di nuovi procedimenti.
Ciò non classifica automaticamente il procedimento attuale come SLAPP.
Costituisce però un segnale d'allarme che richiede una verifica indipendente.
Il vero problema non è l'età del file
La distinzione decisiva è la seguente:
L'identità del file non equivale all'identità della prova.
Due file tecnicamente differenti possono contenere la stessa prova storica.
Al contrario, un singolo file può documentare diversi eventi realmente separati.
Un'indagine penale seria non può quindi fermarsi al nome del file, alla data di caricamento o alla piattaforma di pubblicazione.
Ogni elemento rilevante deve essere ricondotto alla propria origine:
Quando si è verificato il fatto contestato?
Quando la prova è divenuta nota per la prima volta?
Faceva parte di un procedimento precedente?
Come fu valutata in quel procedimento?
Che cosa è stato realmente aggiunto dopo la precedente sentenza?
Soltanto dopo aver risposto a queste domande sarà possibile stabilire se il nuovo procedimento riguardi una nuova accusa penale oppure una vecchia accusa presentata in una nuova confezione.
Conclusione: pubblicato nuovamente non significa provato nuovamente
L'analisi VERHO presenta un quadro coerente:
sovrapposizione ponderata dell'89,6% tra i nuclei fattuali e probatori;
sette oggetti centrali su otto con un nucleo identico o storicamente continuativo;
tre accuse storiche precisamente identificate, già esaminate nel procedimento del 2021 e concluse con un'assoluzione;
elementi realmente nuovi individuati principalmente nel supporto, nel momento, nella portata, nei destinatari e nei singoli atti di comunicazione.
Ciò non dimostra automaticamente che l'intero nuovo procedimento sia giuridicamente inammissibile.
Solleva tuttavia una domanda fondamentale:
È stato investigato un fatto storico realmente nuovo oppure un complesso probatorio già esaminato è stato reintrodotto nel procedimento penale attraverso nuovi video e date di pubblicazione successive?
Una risposta giuridicamente fondata non può essere fornita in termini generali.
Deve essere accertata separatamente per ogni accusa, ogni elemento di prova e ogni evento storico.
Perché un nuovo supporto può contenere vecchie prove.
Un video successivo può ripetere una precedente accusa.
E un nuovo fascicolo non può semplicemente trattare un'assoluzione definitiva come se non fosse mai esistita.
Avvertenza sulla trasparenza: le percentuali presentate in questo articolo sono il risultato di una matrice comparativa VERHO fondata sui documenti e non costituiscono accertamenti giudiziari. Il complesso Fischbach è stato escluso integralmente dalla presente analisi. La valutazione giuridica dell'identità dei fatti, delle preclusioni processuali e del principio ne bis in idem rimane di competenza dei tribunali indipendenti competenti.
Pavol Pribela – Vittima
[PULSANTE PDF: Analisi forense delle prove nel fascicolo 8 St 101/24k]


