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PERCHÉ VOGLIONO FERMARE "SBIRROMAFIA"? (2.)

28.12.2023

Tre querele "legionarie", tutte riconducibili alla pubblicazione di "SBIRROMAFIA - LA MAFIA DELLE MAFIE - La fine di Emmanuello e il sistema Montante" stanno impegnando il suo autore. Ma, chi sono le parti offese e perché hanno querelato? Vediamole, in tre puntate, per ordine gerarchico. La seconda ...
GIUDICE Giovanni, dirigente di polizia, comandante esecutore del blitz mortale a Daniele Emmanuello. Nel 2020 querela l'autore di "Sbirromafia" per una diffamazione non ben specificata e priva di fondamenta, dal momento che nel libro accusato non è riportato il suo nome, in nessuna sua parte. Tant'è che la procura non può fare altro che archiviare, provvedimento riconfermato anche dal GIP in sede di opposizione. Per quale motivo si scalda tanto? Mostra un nervosismo sospetto, come di un colombiano al controllo bagagli. Così, "Sbirromafia" inizia a indagare sul suo conto, trovandolo coinvolto nell'operazione "Camaleonte" assieme ai Luca di Gela, presunti affiliati al clan Rinzivillo (nemici degli Emmanuello all'interno di cosa nostra). E non solo. Su di lui indaga la squadra mobile di Caltanissetta per i rapporti con Antonello Montante. Infatti, il suo nome è riportato frequentemente nell'agenda del presidente/delinquente di Confindustria per una serie di circostanze, tra cui la raccomandazione per la carriera del cognato nelle ferrovie. Ma, cosa più inquietante, Montante e Giudice si incontrano prima e dopo il blitz al latitante gelese rimasto ucciso, unico fatto di sangue riportato in tanti anni di agenda fittissima di appuntamenti e annotazioni. Di certo, Giudice gode della protezione di Stato anche quando si appurano i fatti dell'aggressione all'avvocato Arnone ad Agrigento, immortalato dai video di alcuni presenti, ormai una verità processuale. Dunque, perché querela nuovamente l'autore di "Sbirromafia" accusato solo per aver condiviso un post di un giornale online? Perché la procura convalida con il rinvio a giudizio dello scrittore? C'entra l'influenza del "sistema" come per le querele assurde dell'altro fenomeno del montantismo, il superpoliziotto Dispenza?
Sulle minacce di morte dell'ignoto agente dei servizi "Mosca" verso lo scrittore, però, la procura minimizza ed archivia. Qualcosa sfugge alla comprensione. Giudice cerca lo scontro in tribunale a tutti i costi. Offende "Sbirromafia" in un processo civile che nulla c'entra con il libro. Insomma, gli serve una smentita sui fatti del 3 dicembre 2007 che inchiodano la polizia nell'omicidio di un uomo disarmato, in pigiama e alla mercé di trenta agenti speciali. Per fatti analoghi commercianti, gioiellieri e guardie giurate finiscono in galera, pur non essendoci premeditazione bensì eccesso di reazione. Qui, invece, siamo di fronte a d un blitz preparato a tavolino, in un giorno preciso (era previsto un summit di cosa nostra per sostituire Emmanuello proprio a Villarosa EN) ... Giudice trascina Sbirromafia in tribunale? Bene, però ci racconti, finalmente, in aula e sotto giuramento, la dinamica dettagliata del blitz. Da anni aspettiamo la verità vera, e per essa siamo disposti a farci perseguitare, su insegnamento di nostro Signore.