PERCHÉ VOGLIONO FERMARE "SBIRROMAFIA"? (1.)

27.12.2023

Tre querele "legionarie", tutte riconducibili alla pubblicazione di "SBIRROMAFIA - LA MAFIA DELLE MAFIE - La fine di Emmanuello e il sistema Montante" stanno impegnando il suo autore. Ma, chi sono le parti che si sentono offese e perché hanno querelato? Vediamole, in tre puntate, per ordine gerarchico. La prima ...DISPENZA Filippo, attuale commissario straordinario del comune di Caivano. Il pretesto per querelare lo scrittore non è il libro ma una vignetta assolutamente inoffensiva dove egli si riconosce arbitrariamente in uno dei personaggi rappresentati. Di Dispenza è processualmente noto il legame con Antonello Montante, verosimilmente finalizzato alla raccomandazione di un congiunto. In "Sbirromafia" effettivamente, in un paio di pagine, si critica la gestione commissariale del Comune di Vittoria. Sotto il suo dominio la città venne assetata da una misteriosa crisi idrica che apre le porte alle autobotti private gelesi. Nelle vie cittadine, in pieno centro, il traffico è incontrollato, culminando nel tragico duplice omicidio stradale di due piccoli cugini, seduti sull'uscio di casa, travolti da un SUV di noti delinquenti. La pubblica illuminazione di interi quartieri resta spenta ogni notte. Si levano le proteste. Ma Dispenza non tollera le critiche mosse da sindaci emeriti, giornalisti, professionisti, politici, avvocati, scrittori e ... vignettisti. Rifiuta le collaborazioni spontanee di tecnici idrici, degli ex sindaci Più che sui problemi della città, si concentra nella produzione di querele giudiziarie, tutte a spese del comune. A centinaia, che la riverente procura locale accoglie, forse edotta della potenza istituzionale del querelante, senza sospettare o mettere in conto di una possibile, eventuale, emotività della personalità, sintomatica dell'abnormità del fenomeno reattivo e della millantata persecuzione attraverso una critica irrispettosa. Dal punto di vista politico, le azioni del Dispenza e dei suoi due assistenti, non si attengono alla sola ordinaria amministrazione. Il progetto è ambizioso e il tempo non basta. Infatti, forzando la legge, Dispenza resterà in carica per 39 mesi, oltre sei volte il tempo regolare, un record nazionale. Grazie a ciò, riesce ad infilare il bando della raccolta dei rifiuti urbani, sempre aggiudicato da un gelese. Non gli riesce, invece (per fortuna), l'operazione "Italmercati", che avrebbe integrato il mercato ortofrutticolo in un circuito a potere centralizzato, oltre la Sicilia, in un listino comune con i concorrenti dell'agricoltura regionale, cosa che ricorda il "green-corridory" di Alemanno. Al presidente della commissione regionale antimafia di allora, che sul mercato di Vittoria vuole vederci chiaro, la prefetta Cucuzza risponde con un'inesattezza clamorosa, quella della mancanza di un direttore del mercato. Una falsità che serve per sostenere le tesi dell'operazione del commissario, ossia l'opportunità necessaria di cedere le gestioni a "Italmercati". Ma il direttore "alieno" c'è, si chiama Salvatore Gentile. Claudio Fava lo incontra a Comiso, a 6 chilometri, durante la presentazione di un suo libri, in un "blitz" dell'autore di Sbirromafia. Viene così fornita la prova della tendenziosa dissimulazione istituzionale. Chiaro che lo scrittore Tringali sia inviso ad ogni potere. Che non tarda a farsi sentire, con un avvertimento di minacce di morte, regolarmente denunciato e irregolarmente archiviato. Chi stanno proteggendo? Chi può permettersi in Italia di minacciare la morte, impunemente?Dispenza andrà via da Vittoria lasciando le casse vuote. Restituirà prima la parte residua dei dieci milioni di euro inviati dal Viminale (riferito in commissione in audizione al senato), come se fosse un prestito a lui nella sua funzione.