
L'acqua pi tutti o sulu pi l'eletti?
Informazione importante – Aggiornamento 2026
Dopo la nostra seconda visita a Racalmuto e durante la preparazione di questo articolo, riteniamo importante pubblicare integralmente anche il seguente intervento dell'ex sindaco Salvatore Petrotto riguardante la situazione attuale della rete idrica cittadina, le perdite d'acqua documentate negli ultimi mesi e le problematiche legate alla manutenzione delle infrastrutture pubbliche.
Il testo che segue è pubblicato nella sua forma originale e rappresenta la posizione e le valutazioni dell'autore.
Salvatore Petrotto:
Racalmuto adesso: ennesima pericolosa perdita d'acqua che si riversa in piazza Fontana.
Le riparazioni si effettuano sempre con notevole ritardo, malgrado sia previsto, nella convenzione con AICA, l'obbligo del Comune di intervenire tempestivamente.
Poi succede l'irreparabile, ovvero ciò che è capitato proprio vicino alla perdita che documentiamo in questo video.
Ci riferiamo, in questo caso, a ciò che è successo all'inizio di piazza Barona, dove si è aperta una vera e propria voragine, attualmente transennata.
A seguito di questa voragine, causata dalla mancata manutenzione della rete idrica, il Comune di Racalmuto ha chiesto ed ottenuto un finanziamento, di cui ovviamente abbiamo pubblicato uno stralcio della relativa documentazione, di un milione e centomila euro da parte all'Assessorato Regionale Territorio e Ambiente.
È il cane che si morde la coda!
Ed è sempre lo stesso cane, nel nostro caso il Comune di Racalmuto, che col suo mancato intervento di manutenzione non solo rimane colpevolmente inerte, ma si mangia ingenti finanziamenti regionali, per i danni che hanno provocato gli amministratori comunali attuali.
Ecco a cosa servono a Racalmuto le rotture d'acqua!
Ecco a che cosa serve non riparare le perdite, facendo arrivare l'acqua nelle case a caro prezzo, col contagocce, con turni di poche ore al mese.
Le perdite d'acqua non riparate per mesi sono una manna dal cielo!
Anzi, sono una manna che arriva dalla Regione Siciliana!
Ci sorge il dubbio che queste pericolose voragini sotto il manto stradale si creino ad arte!
Si crea cioè il 'necessario' dissesto idrogeologico, utile per ottenere questo genere di urgenti finanziamenti, più o meno pilotati, come quello già citato di un milione e centomila euro per piazza Barona, di cui pubblico la recentissima lettera ufficiale, proprio della Regione Siciliana.
Le voragini sono infatti causate dall'incuria del Comune, che non interviene per mesi. Il sindaco non ha mai obbligato AICA, con propria ordinanza sindacale, a riparare le rotture della rete idrica.
E neanche le ha riparate direttamente, come previsto da un'apposita convenzione, in caso di un prolungato mancato intervento di AICA.
A questo punto tali rotture non riparate per lunghi mesi, diventano funzionali per chiedere ingenti finanziamenti, com'è avvenuto in piazza Barona e in alcune vie adiacenti, dove è da un anno e mezzo che documentiamo con video delle pericolosissime perdite d'acqua.
Sindaco, per favore, ci risponda nel merito e non ingiuriandoci come fa sempre o dicendo sempre che ce l'ho con lei.
Qua stiamo parlando del fatto che lei non ha per niente onorato le sue responsabilità previste dalla legge, ossia quelle che le derivano dal fatto che a Racalmuto è lei il capo della protezione civile e la massima autorità sanitaria locale.
Perché non interviene e non è mai intervenuto tempestivamente con delle ordinanze sindacali, come prevede la legge in caso di urgenze e pericoli per la pubblica incolumità, per fare riparare o riparare direttamente come Comune questo genere di perdite?
Mentre l'acqua si perde a fiumi per le strade, provocando in tutto il paese delle pericolosissime voragini e smottamenti.
Lei, caro signor sindaco, è il principale responsabile di questo strumentale disastro!
E, per favore, non ci risponda sempre con la sua solita arroganza, ingiuriandoci ed insultandoci.
Ne abbiamo abbastanza delle sue solite, strumentali, furbesche e ripetitive risposte che lei usa per non entrare mai nel merito dei problemi sollevati.
Racalmutu – na terra di li paradossi
Avemu visitatu Racalmutu dui voti, nta l'austu dû 2023 e poi tra maju e giugnu dû 2024.
Racalmutu è na cità straordinaria, china di storia, cultura e paradossi. È la terra unni nascìu Leonardo Sciascia, unu di li cchiù granni scrittura siciliani, un omu ca passò la sò vita a circari la virità e a difenniri la giustizzia.
Ma Racalmutu è puru la terra unni si vidi na cuntraddizzioni difficili a capiri.
Attornu a munumenti, chiesi e lochi di granni valuri storicu, si stennunu campagni sicchi e infrastrutturi abbannunati. E mentri la Sicilia pussedi surgenti, acqui sutta terra, invasi e risorsi naturali impurtanti, tanti cittadini cuntinuanu a parrari di carenza idrica e di difficultà ligati all'accessu all'acqua.
Pi nuatri fu na spirienza forti. Nun vìsimu sulu la biddizza di sta terra, ma puru li dumanni ca tanti anni aspettanu ancora na risposta.
Comu è pussìbbili ca nta na terra ricca d'acqua tanti famigghi hannu ancora prublemi pi aviri un servizziu regulare?
Comu è pussìbbili ca certi strutturi pubblici e sistemi idrici si trovanu oggi nta statu di abbannunu?
E quali sunnu li veri raggiuni di na crisi ca tanti siciliani canuscinu troppu beni?
Duranti li nostri viaggi raccugghiemmu fotografii, testimunianzi e osservazioni supra lu campu. Chistu articulu nun voli dari sentenzi, ma raccuntari na realtà e dari vuci a na quistioni ca riguarda tutti: l'acqua.
Pirchì l'acqua nun è sulu na risorsa. È vita, dignità e futuru. Pavol Pribela
Salvatore Petrotto:
L'acqua pi tutti o sulu pi l'eletti?
Quannu l'acqua diventa privilegiu e non dirittu
"Malgrado il risultato plebiscitario del referendum del 2011, quando oltre il 95% degli elettori italiani hanno votato a favore della gestione pubblica dell'acqua, la Regione Siciliana continua a favorire gli interessi economici e di potere di un'accozzaglia di speculatori nostrani e stranieri.
L'atavica mancanza d'acqua nelle case, specie nella provincia più assetata d'Europa, qual è quella di Agrigento, è il risultato anche della mancanza di dirittura morale ed etica di una classe dirigente spregiudicata che tradisce, sistematicamente, i principi essenziali dello stato di diritto, negando persino il diritto fondamentale dell'accesso all'acqua potabile.
Grazie alle sporche speculazioni di SICILACQUE, una società mista creata dalla Regione Siciliana nel 2003, si continua a garantire gli utili, i profitti, a delle cordate di società private che lucrano su un bene essenziale, un liquido prezioso per la nostra sopravvivenza, alla stregua dell'aria che respiriamo. Liquido vitale che viene erogato col contagocce e con turni di qualche ora al mese e con costi del servizio, o per meglio dire dell'insopportabile disservizio, che è tra i più cari d'Europa.
È una vergogna politica ed istituzionale unica nel mondo occidentale, quella che continua a perpetuarsi in Sicilia, ed in particolar modo in provincia di Agrigento.
È necessaria una mobilitazione generale permanente, per riappropriarci di questa risorsa essenziale che si può trovare facilmente ovunque nei nostri territori, ma che non ci è consentito di gestirne liberamente la distribuzione. Tutto è orchestrato per favorire questo genere di aziende che operano in regime di monopolio.
L'acqua ci viene, paradossalmente, sottratta, rubata da SICILACQUE, che ce la vende, ci riferiamo alla nostra acqua, a 70 centesimi più IVA al metro cubo; senza assicurare alcun apprezzabile servizio di distribuzione e di manutenzione. Questa mostruosa società mista incassa ingenti finanziamenti pubblici ed i soldi delle bollette che i cittadini pagano ai gestori locali, pubblici o privati che siano. Tutti quanti siamo costretti a comprare da SICILACQUE l'acqua, lo ribadisco, la nostra acqua, quella che sgorga dalle sorgenti o che si trova nel sottosuolo e negli invasi artificiali, realizzati sempre con fondi pubblici.
Assurdo, ma vero!"
Approfondimento
Per chi desidera approfondire il tema del referendum sull'acqua pubblica del 2011 e le sue conseguenze:
Nel referendum del 2011 oltre il 95% dei votanti si espresse a favore dell'abrogazione delle norme contestate sulla gestione dei servizi idrici e sulla remunerazione del capitale investito nel servizio idrico.


