La Mafia vera di cui non s’ha da parlare

08.08.2023

Giovedì 12 settembre 2019 

di Mauro Mellini 


In questa recensione, uscita alcuni mesi dopo la pubblicazione del libro, scritta dal compianto avvocato Mauro Mellini, che ne ha curato la prefazione, credo che siano spiegate, in maniera asciutta e sintetica, le motivazioni che mi hanno spinto a raccogliere e mettere assieme alcune mie esperienze e qualche recondita memoria storica. Mellini, giova ricordarlo, è stato uno dei principali fondatori del Partito Radicale, nonché parlamentare nazionale per quattro legislature e componente laico del CSM.

Non è consueto che chi ha fatto la prefazione di un libro ne faccia anche, una volta uscito, la recensione. In qualche modo è un giudicare se stesso o qualcosa di cui se stesso è parte.

Ma quella di Salvatore Petrotto ("Il Sistema Montante" – Bonfirraro Editore – euro 18,90, pagine 282) non è certo un'opera letteraria qualsiasi ed il giudizio su di essa non è da farsi secondo i canoni e le consuetudini della critica letteraria. Questo libro è parte, relazione e conclusione di una battaglia che Salvatore ha ingaggiato da anni per il suo Paese, che è poi il Paese di Leonardo Sciascia, contro un nemico invisibile, se non altro perché troppi occhi si sono chiusi e si chiudono per non vederlo o, come avviene in questo momento, per vederlo solo a metà.

Eroe e vittima di questa impari battaglia, Salvatore Petrotto ne ha scandagliato per anni le radici, gli interessi e la vera essenza, cioè i metodi dell'invisibile e ben schermato nemico: la mafia. La nuova, vera mafia, la mafia dell'antimafia. Già, perché ad un certo punto quest'accolita di malviventi sparò anche contro Salvatore Petrotto la lupara giudiziaria, quella che spara pallettoni di accuse del così labile reato di cui all'articolo 416 bis c.p.

Questa prefazione e recensione sono qualcosa di un po' diverso dal solito, sono doverose forme di concorso e di malleveria rispetto ad un'opera, ad un impegno di altissimo valore morale e civile.

Salvatore Petrotto è il classico "picciotto che non ci sta" agli ordini degli amici degli amici. Un sindaco che ha messo in pericolo il grande affare mafioso delle discariche, un sostenitore, nientemeno, della raccolta differenziata delle immondizie che avrebbe rovinato i fiorenti interessi di capi e sottocapi di questa nuova mafia. Che, non bisogna mai dimenticarlo, si è valsa e si vale della sgangherata persecuzione di una mafiosità attribuita ad ogni ostacolo ai suoi interessi come pretesto per una spietata persecuzione di chiunque rappresenti un bastone tra le ruote del suo carro di potere e di crimine.

Oggi il sistema di potere di Sicindustria, la Confindustria Superantimafiosa di Sicilia è stata scandagliata, accertata, in gran parte scoperta. Delle "scoperte" di tale industria, Petrotto dà ampio e puntuale racconto in questo libro. Ma per lui non si tratta di novità né ha da essere grato ai magistrati se non delle tardive conferme di quanto da lui conosciuto, proclamato, provato. Ma, stranamente, mentre in Sicilia il reato di associazione di stampo mafioso è divenuto qualcosa come i sigari di Vittorio Emanuele II, "che non si negano a nessuno", il Sistema Montante (il gran capo di Sicindustria) caduto sotto l'occhio (per troppo tempo chiuso) della Giustizia e divenuto imputato del crimine contestato, non è stato classificato, però, come "associazione di tipo mafioso". Perché? Il perché non può racchiudersi in un ulteriore favore che "quelli del sistema" hanno sempre trovato e trovano in qualche angolo della Giustizia. Il fatto invece, sembra chiaramente causato dalla preoccupazione di non dover prendere atto che la mafia tradizionale non è più la matrice di tutto il male, di tutto il crimine e che è in corso una grande trasformazione che non mancherà di sopprimere e sostituire la mafia delle lupare e delle coppole storte.

E, poi, c'è la preoccupazione che non appaia in tutta la sua gravità anche un po' comica il fatto che che una nuova mafia potente e ricca, che si è valsa facilmente della lupara giudiziaria, sia sorta e sia divenuta potente sotto gli occhi di un apparato legislativo-giudiziario anche ufficialmente denominato "antimafia" che, invece di reprimere tale nuovo fenomeno sul nascere lo abbia lasciato crescere e giungere al perfezionamento, ed alla trasformazione che gli deve oggi essere riconosciuta.

"La moneta cattiva scaccia quella buona". Ma in fatto di crimini e di criminalità, l'apparenza della integrità e dell'illibatezza cacciano e reprimono gli uomini buoni ed onesti. I Salvatore Petrotto.

Si parla, giustamente, di vittime della lupara e della dinamite. Occorre parlare anche delle vittime delle ordinanze e delle sentenze. E dei provvedimenti ministeriali. Non è facile, ma è necessario. Altrimenti la "lotta alla mafia" sarà solo una crudele e pericolosa buffonata. È forse inutile che lo dica: Il libro non è tanto e solo di interesse locale. Ovunque, in Italia ed all'estero dovrebbe essere conosciuto.

Link: https://opinione.it/societa/2019/09/12/mauro-mellini_libro-salvatore-petrotto-il-sistema-montante-bonfirraro-editore-mafia-leonardo-sciascia/?altTemplate=Stampa