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LA CATENA DEI MAGISTRATI e CARABINIERI DEL DISTRETTO DI NAPOLI.

17.01.2024

IL ricercatore F.Bongiovanni, riferisce di essere alle prese giudiziarie con una enorme "cordata", ecco le parole dell'avv, Maurizio Reggi, e di seguito di F.Bongiovanni.Dichiarazione dell'avvocato Maurizio Reggi: La negazione di un fenomeno gravissimo quale la camorra delle aste giudiziarie impiatantasi apertamente nel tribunale di Avellino, dimostra come la lotta contro la criminalità ha ancora molta strada da fare, specialmente in provincia, al riparo dei riflettori mediatici.Questo fenomeno dilaga a causa della permeabilità delle FFOO e della magistratura a fenomeni corruttivi alimentati dalla certezza dell'impunita'.Dovere di tutti e ciascuno, è resistere resistere resistere, e combattere per la dignità di uomini liberi non servi della camorra e dei camorristi. Dice il ricercatore Francesco Bongiovanni, siciliano di nonni sorrentini:Ho evidenziato nel ricorso in Cassazione, presentato oggi nella Cancelleria del GIP di Napoli, probabili eventi in Frode alla legge, e reati penali di frode in processo penale e depistaggio, realizzato al fine di formare una cordata e confezionare una serie di atti illeciti, come si evince esaminando l'intero fascicolo del GIP. Atti contra legem ovvero che le anomalie sono tali da non consentire neppure di identificare l'atto come provvedimento giurisdizionale. Infatti ad esempio tra gli altri fatti si nota come la giudice nonostante l'ampia e trascritta dichiarazione di un difensore di ufficio di alcuni indagati di nome PG, di riservarsi di denunciare gli indagati per diffamazione aggravata nei suoi confronti di difensore d'ufficio, la gip obbligava tale avvocato a mantenere la difesa delle persone indagate che aveva egli stesso chiesto di denunciare. Inoltre ho evidenziato che nonostante la copiosa e chilometrica mole di documenti prodotta in fascicolo, che fa notare una manipolazione dell'assegnazione degli atti giudiziari, fatta in modo di fare confluire tutti gli atti nella disponibilità degli appartenenti alla cordata, la giudice nulla disponeva, per ovviare e tutelare il giusto processo. Tali eventi venivano commessi da un gruppo consistente di associati, quindi ritengo di essere oggetto di una illecita cordata giudiziaria tra Salerno - Napoli -Avellino -Montoro e Roma. Con Dolo le mie denunce vengono archiviate, e in concomitanza nascono nei miei confronti procedimenti penali evanescenti. I soggetti coinvolti sono una trentina di magistrati ed inoltre un numero imprecisato di carabinieri. La cordata per motivi a me ignoti sembrerebbe parallela e collaterale all'attività della camorra sul territorio di Avellino. La cordata ha come riferimento, anche di insaputa degli appartenenti, il patrimonio mobiliare ed immobiliare riferibile ad un facoltoso imprenditore di Montoro deceduto anni orsono; per un valore immobiliare stimato giudiziariamente di 12 milioni di euro, al quale si aggiunge il patrimonio immobiliare non stimato e patrimonio mobiliare composto da beni artistici di valori inestimabile tra i quali uno degli esemplari di un dipinto originale del 1700.Coincidenza eclatante è la apertura quasi contemporanea di almeno 13 procedimenti penali contro le persone che chiedevano giustizia, e che tuttora sono oggetto di violenza non solo istituzionale.<<Sembra di trovarsi di fronte ad un muro di gomma>>, come se fossero implicati non solo una trentina di magistrati e molti carabinieri, ma praticamente elementi facenti parte di polizie segrete, tanto che le anomalie con hackers, profili bloccati, email PEC che non funzionano, telefoni che si chiudono improvvisamente durante le chiamate, fanno evincere una intromissione di terzi nella vita privata, con interferenze non autorizzate nei momenti e attività private dei soggetti interessati, come se le leggi e le normative venissero usate ad usum proprium.

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