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Angelo Di Natale

19.08.2023

Angelo Di Natale, giornalista d'inchiesta, in prima linea fin dagli anni 80, ha ottenuto numerosi riconoscimenti per il suo giornalismo investigativo, tra i quali il Premio nazionale cronista nel 1992 a lui attribuito per una sua inchiesta riguardante una 'tangentopoli' nella pubblica amministrazione da lui scoperta, documentata e ricostruita sul quotidiano Gazzetta del Sud.

Ha lavorato per oltre vent'anni anche per l'Agenzia Ansa e, per sedici, come inviato per la Rai con reportages, approfondimenti e inchieste.

Nel 2013 è stato licenziato dall'Azienda concessionaria del Servizio pubblico con provvedimento disciplinare per 'violazione d'esclusiva', contestazione che Di Natale ha fermamente respinto in quanto egli non aveva fornito alcuna prestazione di lavoro ad altre Tv ma si era limitato ad esprimere un'opinione, da cittadino intervistato, ad un'emittente locale, come diverse volte in precedenza e come, allora come ora, da sempre fanno molti altri giornalisti Rai.

Di Natale ha documentato che quel licenziamento fu una ritorsione per la difesa intransigente, da lui compiuta in redazione, dell'integrità del prodotto giornalistico di Tgr-Sicilia da interessi privati e commistioni affaristiche anche di matrice mafiosa, in alcuni casi riconducibili a quello che anni dopo un'inchiesta giudiziaria avrebbe svelato come il 'Sistema-Montante' della 'mafia invisibile e trasparente' che in Rai era Sistema 'Montante-Morgante'.

Quest'ultimo, Vincenzo Morgante, era il dirigente Rai al servizio di Montante: dal 2018, quando fu scoperto il suo coinvolgimento, è uscito dalla Rai per assumere la direzione di Tv2000, la Tv della Cei (Conferenza episcopale italiana).

In un parallelo processo penale per calunnia Di Natale ha dimostrato la verità delle sue denunce condotte all'interno della Rai a difesa del Servizio pubblico, le manipolazioni dell'indagine aziendale per farle apparire infondate e la longa manus del 'Sistema Montante' nell'affermazione giudiziale in sede civile della legittimità del licenziamento: affermazione assurda, illogica, contraria alla realtà dei fatti e viziata da anomalie, errori, violazioni e manovre gravi e inquietanti.

Nonostante le evidenze scaturite da una sentenza penale definitiva, Di Natale è rimasto fuori dalla Rai ed emarginato dai maggiori organi d'informazione. Da allora si batte per la libertà di stampa contro le collusioni affaristiche e l'abuso di querele, per il giornalismo indipendente come presidio di democrazia, promuovendo anche progetti di editoria partecipata.