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"I am a drink" - Martin Luther Cuffaro King

02.10.2023

TOTÒ CUFFARO, DOPO I DISASTRI CHE HA COMBINATO IN SICILIA CON LA SANITÀ, L'ACQUA, I RIFIUTI ED I PALAZZI DELLA REGIONE, ADESSO DÀ LEZIONI A TUTTI: AI VECCHI ED AI GIOVANI

Oggi il redivivo Totò Cuffaro in Sicilia ed oltre detta legge, assieme a Dell'Utri, al presidente della Regione Siciliana Schifani ed al sindaco di Palermo La Galla.

In altri termini noi Siciliani ci siamo consegnati in mani sicure, in mani e-sperte.

Alla faccia dei professionisti dell'antimafia, quelli veri e quelli finti.

A noi piace sottolineare la loro capacità di governo, basta pensare ad esempio alla 'mafia bianca' ed a come veniva e viene ancora gestita la sanità. Basta andare in un qualsiasi pronto soccorso siciliano per accorgersene. Se si riesce ovviamente ad uscire vivi!

Basta pensare agli invasi, alle dighe, alle sorgenti ed alle grandi condotte idriche pubbliche regalati ai privati da Totò Cuffaro, quando era presidente della Regione. Acqua e impianti, oggi ceduti ai Francesi di Veolia, che ci fanno pagare la nostra acqua a caro prezzo.

Per non parlare della costituzione, a partire dal 2004, dei 27 ATO RIFIUTI, con 27 consigli di amministrazione e migliaia di impiegati, assunti a go go non tutti ovviamente per raccogliere i rifiuti, ma piuttosto per fare pagare in Sicilia la tassa di la 'munnizza' con tariffe che sono più del doppio della media nazionale.

Totò per soddisfare le sue molteplici esigenze clientelari ha voluto a tutti i costi quei 27 ATO RIFIUTI, una media di tre società pubbliche per ogni provincia, per gestire in maniera monopolistica l'intero ciclo dei rifiuti, senza effettuare regolari gare d'appalto, né tantomeno per fare rispettare le leggi ambientali. Ed i risultati si vedono ancora oggi, in termini anche di inquinamento, oltre che per il dissesto economico che tali gestioni scellerate hanno provocato in tutti i comuni siciliani, tutti quanti in default.

Poi ci sarebbe da ricordare pure la storiella, o storiaccia se preferite, dei palazzi della Regione Siciliana venduti da Totò nel 2007 ad alcuni soggetti privati per 200 milioni di euro, dai quali la stessa Regione li ha poi presi in affitto, per oltre 20 milioni di euro l'anno, con un costo che da allora ad oggi si aggira intorno ai 370 milioni di euro. Palazzi che oggi Schifani sta riacquistando, ovviamente sborsando ulteriori centinaia di milioni di euro, da quei privati ai quali Totò li aveva venduti e ripresi in affitto.

Sembra di rivivere la scenetta del film TOTÒ TRUFFA, quando il comico Totò si vendeva la Fontana di Trevi.

Ma è ciò che è realmente successo con questa storia dei palazzi della Regione, del patrimonio pubblico dei Siciliani cioè Patrimonio regalato ad alcuni amici che hanno beneficiato e continuano a beneficiare di questa singolare e triangolare speculazione immobiliare della Regione Siciliana. Della serie VENDO, AFFITTO e poi RICOMPRO. Sembra un gioco di prestigio, il gioco delle tre carte. Intanto gli amici di Totò & Company ci hanno guadagnato in questa operazione più di mezzo miliardo. La Sicilia ed i Siciliani, così com'è capitato con l'acqua ed i rifiuti continuano a perderci, o peggio ancora continuano a morire di malasanità a causa della solita 'mafia bianca' oggi diventata mafia trasparente.

Totò Cuffaro adesso è pure salito in cattedra, ha addirittura messo su una scuola di formazione politica, per impartire ai giovani lezioni di buon governo.

Mah, verrebbe da dire!

Sembra di ascoltare la canzone Bocca di Rosa di Fabrizio De Andrè quando dice: 'si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel Tempio, si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio'.

Nel nostro caso Totò, purtroppo per la maggioranza dei Siciliani, e per la fortuna dei suoi amici, e degli amici dei suoi amici, può tranquillamente continuare a dare ai giovani tutti i cattivi esempi che vuole visto che, recentemente, dopo avere scontato la sua condanna per favoreggiamento alla mafia, è stato riabilitato.

Potrà cioè ricandidarsi per ricoprire qualsiasi carica pubblica.

E mentre continua a dare lezioni ai giovani, di buona politica e di buon governo, malgrado tutto quello che è riuscito a combinare in Sicilia, bisogna comunque trovare subito qualcuno in grado di impartirgli qualche lezione pure a lui. Possibilmente di inglese, per lo meno, visto che le altre lezioni che gli ha impartito lo Stato con il carcere, forse non sono servite a niente.

Qualche anno fa aveva detto che doveva chiudere con la politica, per andarsene stabilmente in missione in Africa, ad aiutare i bambini del Burundi. Pare che ci abbia ripensato, ha cambiato idea. Si è ributtato mani e piedi nell'agone politico.

E quando diciamo piedi, ci riferiamo anche alle sue divertenti citazioni in inglese, fatte proprio con i piedi, che hanno suscitato alcuni mesi fa non poca ilarità.

Appena Totò perfezionerà il suo claudicante inglese, chi lo fermerà più!

Chiudiamo proprio con questo suo ultimo esilarante sketc diventato virale, degno di un vero leader, di un politico di razza, di uno statista.

Dall'alto della sua eccelsa levatura culturale ha ripreso, e l'ha pure ripetuta due volte, per non sbagliare 🫣, una dottissima citazione di Martin Luther King: 'i am a drink'...🥹🙃😅